l'Olivicoltura in Irpinia

"...La verde Irpinia è una terra ricca di prodotti agricoli di pregio.
La punta di diamante è rappresentata, senza dubbio, dai vini irpini, ormai stabilmente collocati ai vertici della produzione enologica internazionale.
Una parte rilevante del successo dell’enogastronomia irpina è determinata dalla tormentata orografia del paesaggio, attraversato da un capo all'altro dall'Appennino meridionale che, come una barriera, ha favorito la conservazione delle tradizioni e delle varietà locali, selezionatesi nei secoli.
Il resto lo hanno fatto i terreni ricchi di elementi nutritivi, apportati dalle eruzioni dei vicini vulcani, e la capacità, la fierezza delle genti irpine, il popolo che più degli altri si è opposto allo strapotere delle legioni romane.
Non caso il lupo &egarve; il simbolo della provincia.

Anche se la presenza dell’olivo risale a tempi antichissimi, come è ampiamente documentato da numerosi reperti di epoca romana, esso si diffuse in modo significativo in era angioina, per poi consolidarsi in quella aragonese.
Nella sola “Città di Ariano”, nel 1794, erano presenti “dodici molini da macinar olive, chiamati volgarmente trappeti, a quali sono addetti i cavalli per farli girare”, che diventano, dopo qualche decina di anni, 29.

Questo mix (ambiente, varietà, capacità imprenditoriale, tradizione) è alla base dei sempre più numerosi successi ed apprezzamenti che gli oli irpini stanno conseguendo in questi ultimi anni; da quando cioè i produttori hanno iniziato, sempre più numerosi, a dare dignità di bottiglia ad un prodotto commercializzato direttamente in azienda, allo stato sfuso.
E su tali basi si stanno costruendo i Disciplinari di produzione degli oli di pregio di una provincia, che oggi conta circa 5.000 ettari di oliveti, per lo più specializzati, con piante allevate in forme tradizionali, anche se non mancano impianti intensivi...."

Così scriveva qualche anno fa il Dott. Tommaso Vitale.

Ci piace rimandare alle pagine del nosto sito che riportano il suo studio sulle varietà tipiche della nostra Irpinia , terra che lui ha molto amato e del cui olio era un vero estimatore e cultore.

Il suo impegno professionale ha rappresentato un enorme contributo al riconoscimento, nel 2010, della DOP Irpinia Colline dell'Ufita.

Ravece

E' la nostra varietà, più famosa e tipica. Con la preponderanza di questa cultivar si ottiene la DOP Colline dell'Ufita
La zona di produzione, le Colline dell'Ufita, è climaticamente meno soggetta ad attacchi di parassiti, con maggiori sbalzi termici tra il giorno e la notte: questo genera aromi intensi nel frutto.
La raccola delle olive avviene a mano o comunque con metodiche che rispettano il frutto.
Entro 24 ore le olive devono essere portate al frantoio: in questo modo non stazionano a terra e non inizia il processo di irrancidimento.

Ne consegue una bassissima acidità ma un intenso aroma con note fruttate (carciofo, pomodoro), amare e piccanti: l'acidità non ha niente a che vedere con l’amaro e il piccante che sono tipici del gusto di questo olio straordinario.
Al contrario amaro e piccante sono segno della presenza di polifenoli: potenti antiossidanti e antitumorali.
Gli oli piatti, che non sanno di niente, non ce li hanno.
Dobbiamo quindi prendere confidenza con queste caratteristiche sensoriali dell'olio, non considerarle negativamente e consumare abitudinariamente olio che le possiede!

Areale di produzione della DOP - Colline dell'Ufita


L'area geografica di produzione dell'olio 'DOP Irpinia – Colline dell'Ufita' è riferita a 38 comuni Irpini di seguito elencati:


olio































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I 38 Comuni della DOP - Colline dell'Ufita

dal sito www.viaggioinirpinia.it i bellissimi itinerari segnalati...

DOP Colline Ufita logoAriano Irpino - La città dei Musei
Bonito - Tra natura e antichi culti
Carife - Intreccio unico di storia e natura
Casalbore - Lungo il tratturo
Castel Baronia - Il borgo del Ciaschino
Castelfranci - L'antico Castrum Francorum
Flumeri - Il borgo del giglio
Fontanarosa - Il borgo del carro e della pietra

Frigento - KIl borgo romano dalle vedute senza limiti
Gesualdo - E il suo principe dei madrigali
Greci - Il borgo arbereshe
Grottaminarda - Nel feudo dei Daquino
Lapio - Nella terra del Fiano
Luogosano - Nella Valle del Calore riscaldati dai fuochi allavorati
Melito Irpino - Tra tabacco e oliveti
Mirabella Eclano - Scrigno della storia irpina
Montaguto - Il Montis Acuti
Montecalvo Irpino - Il paese del pane
Montefusco - La Spielberg dell'Irpinia ed il suo tombolo
Montemiletto - Il borgo della Leonessa
Paternopoli - Il borgo del Carnevale
Pietradefusi - Il borgo del torrone
San Nicola Baronia - Le fascedde
San Sossio Baronia - Il casale della Baronia di Vico
Sant'Angelo all'Esca - Nella terra del Taurasi
Savignano Irpino - Il borgo di pietre
Scampitella -Grotte e tracce archeologiche
Sturno - Sport, tradizioni e sapori
Taurasi - La Taurasia dalle "vigne optime"
Torella dei Lombardi - Il castello di Candriano nella terra del cinema
Torre Le Nocelle - Il culto di San Ciriaco
Trevico - Il borgo più in alto della Campania
Vallata - Il borgo della Baronia
Vallesaccarda - Il borgo eco-gastronomico
Venticano - Nella Valle del Calore
Villamaina - Le terme in terra d'Irpinia
Villanova del Battista - L'antica Polcarino
Zungoli - Il borgo delle grotte

link alle pagine del nostro sito sulla varietà Ravece

Areale di produzione Olio delle Terre del Clanis (DOP in corso di riconoscimento)


L'area geografica di produzione dell'olio 'Terre del Clanis' è riferita a 22 comuni dicui 13 in Irpinia e 9 nella provincia di Napoli:


Terre Clanis































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I 22 Comuni delle Terre del Clanis

dal sito www.viaggioinirpinia.it i bellissimi itinerari segnalati per i 13 comuni in provincia di Avellino...

Terre del Clanis logoAvella - Sentiero del Castello
Baiano - La terra del Maio
Mugnano del Cardinale - Nel paese della Santa dei Miracoli
Sirignano - Il borgo del vivere bene
Sperone - Il culto di Sant'Elia
Quadrelle - lungo il torrente Acquaserta
Lauro - Nella terra dei Lancellotti
Quindici - Il borgo delle venti chiese
Moschiano - L'antica Muscano
Marzano di Nola - Sulle strade del nocciolo
Taurano - L'antica Taurania e l'odierna Fraconia
Pago del Vallo di Lauro - L'antica Pagus
Domicella - Nella terra del nocciolo

I 9 comuni in provincia di Napoli
Cicciano - Santa Maria degli Angeli (da www.saperincampania.it)
Roccarainola - Rievocazioni medievali (da www.ecampania.it)
• Tufino
Visciano - Il presepe vicente (da www.ecampania.it)
Casamarciano - Il torrone (da www.ecampania.it)
• Liveri
• San Paolo Bel Sito
Nola - La Festa dei Gigli (da www.fondazionefestadeigigli.it)
Palma Campania - Il Carnevale (da www.napolidavivere.it)

Nostrale di Lauro

estraiamo dalla pubblicazione della Regione Campania - Assessorato all'Agricoltura,la pag. 22 dedicata all'Olio Terre del Clanis

"I manoscritti e le macine ritrovate nella Certosa di S.Giacomo di Lauro, testimoniano la secolare presenza dell'olivo nelle Terre del Clanis, territorio collinare alluvionale, compreso tra le province di Napoli ed Avellino, che ha avuto origine su antiche eruzioni del Vesuvio.
E’ proprio il vulcano che con la sua presenza da secoli imprime caratteristiche uniche alla terra e ai suoi prodotti.
Qui l'olivicoltura assume ancora grande importanza, rappresentando una delle maggiori fonti di reddito (insieme alla coltivazione del nocciolo), per le popolazioni rurali residenti.
Per le ottime caratteristiche qualitative ed organolettiche, e per la tipicità della base varietale, è in corso il riconoscimento della dop per l'Olio Extravergine di oliva Terre del Clanis, il cui areale di produzione è comprenso nell'ambito di 22 comuni.

La cultivar Nostrale di Lauro è la varietà tipica di quest'area, presente per non meno del 60% nell'Olio Terre del Clanis, insieme alla varietà Leccino, Frantoio e Ravece, nella misura massima del 40%.
Il risultato è un olio extravergine di colore giallo paglierino di varia intensità, che all'olfatto si rivela fruttato, con sentori di erba e mela percettibili anche al gusto. Il sapore è armonico, con giuste sensazioni di amaro e piccante.
Da provare con l’Insallata di baccalà, tipica dell’area a nord del Vesuvio.

Ogliarola

link alle pagine del nostro sito sulla varietà Ogliarola

Si tratta di una varietà molto diffusa sul territorio irpino.
Piè delicata della qualità Ravece, alle volte viene utilizzata in miscela con questa per mitigarne le note di piccantezza e amaro, che piacciono tanto al vero intenditore ma possono non incontrare pienamente il gusto del consumatore medio.
E' possibile trovarlo anche in purezza e alcuni consumatori preferiscono le sue note meno pronunciate rispetto alla varietà Ravece.

Marinese

Altra varietà prodotta in Irpinia. In genere viene utilizzato in miscela con altre varietà e difficilemente viene proposta alla vendita in purezza.